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Bonus d’oro: verso la fine di un’epoca

Il parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione da un lato dall’altro un referendum in Svizzera. Nel mezzo la decisione di mettere un tetto ai bonus d'oro dei super manager. E’ la prima volta che si arriva a definire e regolare quello che finora è stato affidato alla libera trattativa tra le parti. Dopo una maratona nella notte le istituzioni Ue sono arrivate a fissare i termini preliminari di quello che si presenta come uno storico accordo. Il progetto prevede che ai banchieri venga attribuito un bonus che “non dovrà essere superiore al salario fisso o, al massimo, doppio con l’assenso degli azionisti”. Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore nel 2014 in applicazione anche ai requisiti di Basilea 3 sulla capitalizzazione delle banche. Durissima la reazione della City, cuore finanziario del continente, dove nel 2012 sono stati distribuiti bonus in cash per 5,1 miliardi di euro mentre nel 2008 si arrivò alla cifra monster di 13,4 miliardi. Dal 2014 se il progetto Ue andrà in porto, ci sarà un livellamento che non farà superare i 1,5 miliardi di euro l’anno distribuiti a Londra.

"E’ la fine dell'epoca dei bonus insensati e ingiustificabili" ha commentato il commissario Ue al mercato interno Michel Barnier che sottolinea come “d’ora in poi le prese di rischio saranno più controllate ed è l’inizio di una grande trasparenza nel settore bancario europeo". Proprio l’assegnazione di questi premi d’oro, anche nel caso di scandali a ripetizione e nel pieno della crisi finanziaria ha fatto montare nell’opinione pubblica dell’Unione sentimenti negativi che hanno portato all’accelerazione dei tempi. Si sta anche facendo strada il sentiment che il premio debba essere parametrato in funzione dei risultati ottenuti nel medio-lungo periodo, insomma oltre l’orizzonte temporale di un anno come invece avviene oggi. Perché quella dei 3 o 5 anni è una via che permetterà di valutare le performance dell’azienda in maniera molto più oggettiva.

In Svizzera domenica 3 marzo si terrà un referendum sempre in tema bonus. Anche nella Confederazione si vuole mettere un tetto alla mega retribuzioni dei top management che spesso incassavano ricchi premi anche dopo casi di manifesta incapacità nel raggiungere gli obiettivi prefissati. A Berna ha fatto scalpore il premio riconosciuto al presidente uscente del CdA della Novartis, colosso elvetico della farmaceutica. Il top manager, che nel 2012 ha percepito una remunerazione di 13,1 milioni di franchi (10,6 milioni di euro) aveva pronta una mega buonuscita di 72 milioni di franchi (58,5 milioni di euro) diluita in sei anni. Sull’onda montante delle critiche e con un colpo di scena Daniel Vasella ha deciso di rinunciare al bonus. In omaggio alla crescente domanda di trasparenza il referendum di domenica deciderà se questi mega compensi devono essere decisi dagli azionisti e non dall’amministratore delegato che rischia di ritrovarsi quanto meno ad operare in un possibile conflitto d’interessi.

Bonus milionari appesi a un filo e da più parti si chiede se non sia il caso di prendere come riferimento la retribuzione che il presidente Usa riceve per reggere le sorti della superpotenza: “appena” 400mila dollari pari a circa 300mila euro. In attesa di conoscere le sorti del referendum svizzero è il caso di ricordare il gesto virtuoso del presidente del Gruppo Volkswagen, il manager più pagato in Germania. Winterkorn è fresco di rinuncia di una parte sostanziosa del proprio bonus ovviamente legato al fatturato del gruppo. Gruppo che archivia un anno record ma Winterkorn in linea con la nuova corrente di pensiero si è ridotto il bonus 2012. Incasserà un check di 14,5 milioni (erano stati 17,5 nel 2011) al posto dei 20 milioni previsti per il 2012. In questo caso sono state applicare le nuove regole fissate dal gruppo tedesco che erogherà ai top manager del board premi per 56 milioni contro i 70 del 2011. Buone notizie anche per gli oltre 90mila dipendenti VW che lavorano negli impianti tedeschi. Per loro è in arrivo un premio di produzione di 7.200 euro contro i 7.500 del 2011.

  • yocal |

    Bonus: “giustizia sociale” e uno schiaffo alla miseria!

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