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Micropagamenti, un altro passo avanti

La dematerializzazione del contante fa un altro passo in avanti. A Milano oggi inizia una sperimentazione nel campo dei micropagamenti che coinvolge Compass, società specializzata nel credito al consumo del Gruppo Mediobanca, Mastercard, 3 e il Gruppo Sia, leader nelle soluzioni per le istituzioni finanziarie e centrali, le imprese e le Pa, nelle aree dei pagamenti e la monetica. Sul fronte dei merchant, ovvero gli esercizi commerciali che partecipano alla sperimentazione, ci sono gli oltre cento negozi nel centro della metropoli lombarda, da Esselunga a Feltrinelli da Autogrill a Chicco, la cui cassa è dotata di un lettore contactless del circuito MasterPass. Caffé in primis oltre a tutti gli altri acquisti che fanno parte della quotidianità si possono così pagare senza spiccioli, appoggiando semplicemente il dorso dello smartphone, la scelta è caduta sul Samsung Galaxy 3, al lettore MasterPass. Al resto ci pensa la tecnologia Ncf. Una volta che il cassiere ha inserito gli acquisti, potrebbe essere il caso della classica prima colazione, basta appoggiare lo smartphone al lettore contactless per pagare. In un istante avviene il riconoscimento tra i due apparecchi e lo scambio delle informazioni necessarie per il trasferimento del denaro. Con una spesa per cappuccino e brioche di circa un paio di euro, decimo più o meno, non si devono più cercare gli spiccioli disseminati nelle tasche per poi scoprire che poi mancano proprio i fatidici 10 centesimi. Se la rapidità alla cassa è un fattore che interessa il cliente per il negoziante c’è poi il fattore “chiusura cassa” perché una volta a regime questo mezzo digitale di pagamento accelererà (e di molto) il conteggio dell’incasso. A quanto pare la tecnologia si prepara a semplificare la vita a tutti noi.

Del resto uno dei presupposti alla base delle soluzioni Nfc c’è proprio l’obiettivo di ridurre i costi (invisibili) che la collettività paga per la circolazione della massa monetaria. Le prospettive paiono di sicuro promettenti e i pagamenti contactless ora fanno un altro passo avanti. Del resto nelle tasche degli italiani ci sono già milioni di smartphone che supportano la tecnologia Nfc. Prima dell’effettivo decollo dei pagamenti contactless il sistema deve però fare ancora un paio di passi fondamentali. Il primo è accelerare (o promuovere) l’installazione degli esercizi commerciali dei lettori di nuova generazione e, per finire, sostituire le simcard oggi presenti negli smartphone con un modello Nfc compliant. Quest’ultima in teoria sembra una cosa da poco ma c’è un problema di prezzi. Se una sim card “normale” ha un costo diciamo di un euro per quella che supporta l’Nfc si devono spendere, per esempio, 5 euro. C’è poi il nodo della disponibilità in grandi volumi di sim card di nuova generazione. Questo punto forse sarà facilmente risolvibile mentre sul primo ancora ci si interroga.

enrico.netti@ilsole24ore.com