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I “gatti” in forma faranno bene alle aziende

Addio “gatti grassi” (questo il soprannome coniato in Svizzera per indicare i top manager che incassano bonus stellari), adesso diventerete più agili e scattanti. Lo hanno deciso gli elettori svizzeri dopo il referendum di domenica, che ha ottenuto un plebiscitario si in tutti i 24 cantoni. Un successo anche per il “davide” Thomas Minder il promotore di questa iniziativa popolare mentre nella Ue si ripensa il modello di bonus da assegnare ai manager bancari.

A ben vedere si tratta di due aspetti dello stesso processo evolutivo che potrebbe fare solo del bene alle imprese. Semaforo verde per i bonus ma rimodulati e distribuiti con maggiore parsimonia. Il che può diventare una buona notizia per le aziende: il non distribuire premi monster permette di conservare cassa da investire nell'attività, aiuta nel migliorare la patrimonializzazione della società, magari permette di  assegnare un premio ai dipendenti e di remunerare gli azionisti. L’importante è che non si perda di vista l’azienda, il suo core business e gli obiettivi di crescita. Manager e amministratori vanno e vengono ma è l’azienda l’entità che rimane e su cui si deve puntare per fare crescere il suo valore.

Allo stato dei fatti non si vuole far fare la drastica cura dimagrante ai top manager. Si tratta piuttosto di ripensare, rimodulare lo schema dei premi (in Svizzera utilizzano il termine “forte” di  retribuzioni abusive) che, incredibile ma vero, il bonus poteva arrivare anche nel caso del crack della società o di un calo delle performance. Ieri è accaduto a Stuard Gulliver, AD di Hsbc, al terzo anno alla guida del colosso bancario. Gulliver incasserà 11 milioni di dollari di bonus nonostante l'utile pre-tasse in calo (-5,6%) e il patteggiamento record di 1,92 miliardi di dollari con le autorità Usa per chiudere una vicenda legata al riciclaggio di denaro. In Svizzera qualche anno fa c'è stato il caso di Mario Corti, amministratore delegato di Swissair. Nonostante il fallimento della compagnia di bandiera Corti riuscì a ottenere un premio milionario. Oggi nel paese dei gnomi della finanza e del segreto bancario probabilmente la sola ipotesi di un “premio dopo il default” solleverebbe una levata di scudi oltre all’indignazione generale. Per il resto dell’Europa si vedrà: per ora Bruxelles ha fissato dei limiti per le banche.

enrico.netti@ilsole24ore.com