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Anatoliy Korol, quando uno Stato ha il dovere di essere rapido

Questo post è dedicato ad  Anatoliy Korol, giovane trentottenne ucraino assassinato dalla criminalità comune nel corso di una rapina a un minimarket a Cisterna di Latina.

Freddato sotto gli occhi della figlia di 18 mesi solo perché ha avuto il coraggio di reagire al rapinatore. Il suo è stato un gesto (ritengo) d’istinto, una reazione dettata dal senso d’onesta e di amore verso quella terra e i suoi nuovi concittadini che l’hanno accolto e gli hanno offerto la possibilità di vivere una vita forse migliore. Una terra che si è rivelata ingrata e dove troppo spesso la regola nota da seguire è tristemante quella delle tre scimmiette sagge.

Ad Anatoliy andrebbe riservato un trattamento migliore, simile a quello che il presidente francese, François Hollande, a riservato ai sei eroici cittadini che a mani nude hanno neutralizzato l’attentatore algerino a bordo del treno Amsterdam – Parigi. In Francia la decisione di conferire la Legione d’onore, l’onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica francese, è stata presa in poche ore.

Perché il Presidente della Repubblica Italiana non valuta di attribuire una onorificenza “alla memoria” ad Anatoliy Korol? Il suo passato da immigrato è cristallino, tutto dedicato al lavoro, alla famiglia e alla bicicletta. Una vita dura e limpida, percorsa dentro i binari della legge e dell’onestà. Per i suoi concittadini è semplicemente “l’eroe”.

Ora si parla di concedere la cittadinanza italiana a questo eroe civile. Speriamo sia solo un primo passo per arrivare al riconoscimento di una “Medaglia d’oro al Valore Civile” o un’altra onorificienza di maggior valore.

Sarebbe la dimostrazione che c’è uno Stato che ancora sa riconosce il valore e l’eroismo anche se il premio andrà alla vedova e agli orfani